Il mercato del lavoro ha raggiunto il picco massimo di occupati, viaggiando ormai stabilmente sopra le 24 milioni di unità. Eppure restiamo ben distanti dalla media europea, che ha un tasso di occupazione circa 9 punti superiore al nostro.
Nonostante i miglioramenti registrati a partire dalla ripresa post Covid, restano aperti i nodi ormai “strutturali” del nostro mercato del lavoro, a partire dalla bassa partecipazione di giovani e donne. Che si acuisce di fronte alle rapide trasformazioni in atto, a cominciare da digitale e nuove tecnologie.
La riattivazione di giovani e donne
La disoccupazione, secondo gli ultimi dati Istat relativi al mese di marzo, è scesa al 5,2% sotto i livelli europei, ma il tasso di inattività resta ancora alto, al 34,1%, tra i più alti in Europa, segno di come ancora molti rinunciano a cercare attivamente un posto di lavoro perché scoraggiati.
Nell’ultimo anno, tra marzo 2025 e marzo 2026, il saldo degli occupati torna negativo, con 30mila occupati in meno. Nello stesso periodo diminuiscono anche i disoccupati (-304mila), ma aumentano in modo significativo gli inattivi (+351mila). Prosegue dunque il trend calante degli ultimi mesi e ora il mercato del lavoro entra ufficialmente in territorio negativo sul piano occupazionale








