Le imprese italiane fanno fatica a trovare personale da assumere.
È quanto emerge dall'ultimo rapporto Excelsior, il bollettino che informa mensilmente sui fabbisogni professionali delle aziende.
Il dato parla di oltre 199 mila profili di difficile reperimento. Tra chi possiede un titolo di studio superiore le maggiori difficoltà di reperimento riguardano indirizzi sanitari e medici (62%); scienze matematiche, fisiche e informatiche (56%), ingegneria (52%).
Mentre le maggiori difficoltà di reperimento manodopera si incontrano nel settore della meccanica (62%); in quello delle costruzioni (54%); in quelli della ristorazione e agroalimentare (49%).
Secondo una recente indagine Eurostat l'Italia è all'ultimo posto in Europa per coerenza tra gli studi effettuati e il lavoro ottenuto (46,1%), rispetto una media europea del 56,4%, dove ai primi posti risultano Lettonia (76,5%), Lituania (76,1%) e Germania (75,2%). Circa un giovane laureato su tre (32%), con almeno una laurea triennale, lavora in un ambito diverso del proprio campo di studi. I laureati in discipline umanistiche e artistiche sono quelli che si spingono più lontano nella ricerca di lavoro rispetto il proprio percorso di studi (48%), al contrario i laureati in medicina (81%) e informatica (76%) sono tra gli indirizzi con maggiore permanenza al proprio settore.






