Roma, 25 feb. (askanews) – Le imprese italiane, in 46 casi su 100, fanno fatica a coprire le posizioni lavorative ricercate. Parallelamente, si allarga il bacino dei giovani potenzialmente impiegabili. In gran parte si tratta di studenti che non hanno ancora concluso il percorso di studi ma, nell’area degli “inattivi”, in aumento del 4% su base annua, figurano anche molti giovani che per vari motivi non riescono ad accedere alle opportunità occupazionali. È quanto emerge dal secondo Report di Cnel e Unioncamere, in collaborazione con Istat, il cui obiettivo è analizzare in modo sistematico le dinamiche del mercato del lavoro.

In particolare, il Report approfondisce il disallineamento tra competenze disponibili e fabbisogni occupazionali delle imprese sulla base dei dati Excelsior del ministero del Lavoro e di Unioncamere, affiancando all’analisi della domanda di lavoro focus specifici sulle caratteristiche dell’offerta di fonte Istat. Il focus di questa edizione riguarda la condizione dei giovani nel mercato del lavoro.

“I dati di questo Report indicano chiaramente una sfida cruciale e non più rimandabile: far incontrare i fabbisogni delle imprese, oggi alla ricerca di profili per quasi la metà delle assunzioni previste, con il capitale umano custodito nei serbatoi di potenziale inespresso del Paese, come i nostri giovani, le donne e gli anziani”, ha detto il presidente del Cnel, Renato Brunetta.