di
Valentina Iorio
Tra le cinque regioni d’Italia più in difficoltà, ben quattro si trovano nel Nordest. Il settore più colpito è quello delle costruzioni
Salta quasi un colloquio su tre perché non si presenta nessun candidato. A fare fatica a reperire personale sono soprattutto le piccole imprese. A lanciare l’allarme è uno studio della Cgia, che ha analizzato la serie storica dei risultati emersi dalle periodiche interviste realizzate agli imprenditori italiani da Unioncamere e dal ministero del Lavoro nell’ambito del Sistema Informativo Excelsior. Dall’analisi emerge che nel 2017 le assunzioni andate a vuoto per assenza di candidati erano state poco meno di 400.000 (9,7% del totale previsto). Nel 2025, invece, il fenomeno si è verificato in 1.750.000 casi, vale a dire oltre il 30%, con picchi che hanno toccato il 39% nelle costruzioni, il 35,2 nel legno-mobile e poco meno del 35% tra le aziende multiutility.
Il confronto tra regioni e provinceNel 2025 a fronte di 5,8 milioni di assunzioni previste, 2,7 milioni (47%) di lavoratori sono stati di difficile reperimento, di cui 1,7 milioni (30,2%) per mancanza di candidati, 765.500 per preparazione inadeguata (13) e 216.400 (3,7) per altri motivi. Le regioni dove si fa più fatica a trovare il personale per la mancanza di candidati sono: Valle d'Aosta che nel 2025 ha visto fallire la selezione nel 39,5% dei casi, Trentino-Alto Adige (39%), Friuli- Venezia Giulia (37,4%), Veneto (33,5%) ed Emilia-Romagna (33%). La meno in difficoltà è la Puglia con 25 casi su 100. Tra le cinque regioni d’Italia più in difficoltà, ben quattro si trovano nel Nordest.








