Mentre il Salone si sveglia, nei corridoi del centro commerciale Lingotto c’è un piccolo mondo a parte, fatto di braccialetti rosa, attese trepidanti e qualche lacrima di commozione. È il Romance Pop Up, l’evento speciale dedicato ai romanzi d’amore che dopo il sold out dell’anno scorso torna fino a stasera al cinema UCI. Un giorno in più dell’edizione 2025, con 66 autrici (e autori), da Felicia Kingsley e Rokia a Camy Blue e Selene Alaska. Ulteriore novità, l’introduzione di un biglietto a parte per partecipare. Sono ben 25 euro, ma quasi nessuno protesta e la biglietteria registra il tutto esaurito una settimana prima dell’inizio del Salone. Molte delle partecipanti sono giovanissime, come la tredicenne Olivia Chiarparin, che assieme alla mamma è venuta da Milano per il firmacopie del suo beniamino Victor Diamandis. Nelle sale risuonano le canzoni di Taylor Swift e Sabrina Carpenter, si legge, si scattano selfie e si fa timidamente amicizia. È più che soddisfatta Erin Doom, curatrice della sezione Romance del Salone e mamma del popolarissimo “Il fabbricante di lacrime”. «Quest’anno abbiamo avuto più di seimila prenotazioni, la consapevolezza verso il romance continua a crescere. È una presenza che era già attiva all’interno delle classifiche editoriali, ma questa è un’ulteriore bella conquista» dichiara. E infatti per il romance questa è una stagione d’oro. Basti pensare a Felicia Kingsley, da tre anni autrice più letta in Italia, con 4 milioni di copie vendute. Leggi anche gli altri articoli sul Salone del libro «Un progetto necessario » Doom prosegue: «È un progetto necessario per dare uno spazio effettivo alla portata di questi firmacopie, con migliaia di lettrici e lettori, soprattutto molto giovani. Quello che chiediamo è che il romance possa avere la stessa dignità e lo stesso valore di tutti gli altri generi». In parte infatti è proprio il Salone a dettare le regole e a contribuire alla creazione di un ambiente vivace e tollerante per letture che per tanto tempo sono state considerate di serie B. E di cui ora invece non ci si vergogna più, nemmeno nel mondo reale, fuori dai confini rassicuranti del BookTok. «Una volta erano i genitori che trascinavano i figli al Salone del Libro, ora è il contrario – scherza Anna Premoli, tra le autrici più attese dell’evento –. L’anno scorso abbiamo fatto un giorno, questo ne facciamo due. Magari l’anno prossimo saranno tre e poi così a crescere». «Aumentare i giorni» In tanti vengono al Salone apposta, come Tatiana La Porta, che arriva da Firenze ed è appassionata di romance da oltre dieci anni. «Direi che oggi il Salone ha un occhio di riguardo nei confronti di questo genere. È una bellissima cosa, perché un evento come questo fa da cassa di risonanza – dice –. L’ideale sarebbe aumentare i giorni e coinvolgere anche autori stranieri, come Elle Kennedy o Rachel Reid. E poi magari mettere qualche photo booth a tema. Che sogno, la gente impazzirebbe! » . Gli autori internazionali A chiedere a gran voce la presenza degli autori internazionali sono anche Sara Multazzu, Francesca Rubattu e Giada Satta, che per incontrare le penne dietro le loro storie del cuore sono partiti dalla Sardegna. «Passare da un giorno a due è stato un gran traguardo, ma dovrebbe coprire l’intera durata del Salone e avere anche qualche nome straniero. Speriamo sia il prossimo passo» commentano. Sono concordi: di amore c’è tanto bisogno. «Con tutto quello che succede nel mondo questi romanzi servono a farci sperare che esista davvero qualcuno che ti ama per ciò che sei» argomenta Francesca. E Giada, risoluta, aggiunge: «E in maniera sana».