Il Salone salvato dai ragazzini. L’hanno frequentato, instagrammato, raccontato, amato. E soprattutto affollato. Erano tanti, tantissimi: lettori allegri e attenti, colorati, informati. Tra “hype” e “vibes”, un colpo d’occhio felice, confermato dai numeri: 34.500 studenti sono stati alla fiera del libro, nell’edizione a loro intitolata e ispirata a un libro di Elsa Morante, Il mondo salvato dai ragazzini (all’Einaudi ha venduto benissimo), il 25% in più rispetto al 2025: «Forse il miglior risultato di sempre» gongolano gli organizzatori. Di sicuro è di nuovo record di visitatori totali: 254 mila in cinque giorni (erano stati 231 mila la scorsa edizione). Il Salone riesce nell’incredibile impresa di superare se stesso, sempre, nonostante ogni anno scrupoli e scaramanzia facciano dire: «Più di così non sarà possibile». E invece. Giovedì, all’apertura, già si festeggiavano le oltre 40 mila presenze, 20% in più del 2025. Mai accaduto al primo giorno di fiera.

Annalena Benini: "Il record di pubblico non è la priorità. Boom di under 35, i libri battono i social"

Il programma, sintonizzato sui più giovani, ha dosato genere young adult, in ascesa, e Romance pop up (6.500 visitatori e 30 mila firmacopie) con la storia, l’impegno civile e sociale, di cui i ragazzi hanno sete: «Quest’anno abbiamo notato un interesse maggiore della generazione Z verso saggi che trattano temi di attualità» confermano allo stand di Laterza (+20% di affari), dove sul podio degli autori più venduti ci sono Alessandro Barbero, Stefano Mancuso e Anna Foa. Il libro è stato incontestabile e unico protagonista, in un clima di serenità a cui non eravamo abituati. Il Salone è spesso, infatti, al centro di sarabande e polemiche, mentre il mondo della cultura in Italia sta vivendo scontri ideologici, artistici e politici. Non era, dunque, scontato: «Abbiamo protetto il Salone dagli acquazzoni, di tutti i tipi, così si è potuto vedere davvero cos’è questo evento - dice a fine fiera la direttrice Annalena Benini - Un posto felice». Il luogo del «tempo bello», auspicava dal palco dell’Auditorium all’inaugurazione. E il sole, infatti, ha sempre illuminato l’Eldorado del Lingotto: «È stato il primo Salone del libro senza polemiche, forse grazie ai numi celesti invocati dal Papa», dice. Il bilancio è brillante tra gli applausi, le foto con staff e istituzioni, i mille grazie. La metafora meteorologica si fa, però, beffarda proprio al calare del sipario. L’acquazzone in effetti arriva - due ore di pioggia oscurano il cielo di Torino - e la polemica pure, attraverso una nota firmata dal presidente della Regione, Albero Cirio, che fa seguire ai complimenti per un «Salone bellissimo», una stilettata al vetriolo: «L’unica cosa che mi ha fatto sorridere è che mai come quest’anno abbiamo assistito a una sfilata di tanti politici della sinistra che sono venuti a far politica al Salone per dirci che non bisogna far politica al Salone. Ma questo è il bello della democrazia». Allude alla presenza di Elly Schleintra gli stand, ai “no” per l’entrata del ministero della Cultura nella governance del Salone e agli attacchi degli scrittori Nicola Lagioia e Roberto Saviano. Ma da Salone e politica nessuna replica. La polemica si spegne. La pioggia smette di cadere. È il tempo della festa, tra curiosità, dati, statistiche, affidati a Piero Crocenzi, amministratore delegato di “Torino, la Città del Libro”, l’associazione proprietaria del marchio Salone: «Abbiamo disincentivato l’acquisto del biglietto cartaceo, era il nostro obiettivo: ormai lo compra solo il 5%». Migliora l’accessibilità: «Sono stati 2.100 gli accrediti per persone con disabilità, 20% in più». Al netto delle scuole, il 24% dei visitatori è under 25, il 49% under 35 e il 63% under 45. E poi il Salone-show degli incontri con gli scrittori: nelle 36 sale il 40% degli appuntamenti è andato sold out, 132 mila i partecipanti. Il più seguito, quello di Bernie Sanders, in Italia per presentare Contro l’oligarchia (Chiarelettere), e poi Zadie Smith, Emmanuel Carrère, Peter Cameron. Folla anche allo stand de La Stampa, con 63 interviste ad autori, scrittrici, giornalisti. Ma oltre ai numeri, dice Silvia Viale, presidente e organizzatore del Salone, «restano il grande lavoro di educazione e promozione della lettura che la fiera ha saputo mettere in campo e che merita di essere valorizzato, e l’energia dei giovani che hanno popolato gli spazi e di tutte le persone che hanno contribuito a questo risultato. È un patrimonio che non deve disperdersi: questa energia va ora canalizzata per sostenere l’intero sistema editoriale, che oggi più che mai ha bisogno di attenzione. Il Salone può e deve rappresentare un’iniezione di fiducia per tutto il settore». Le case editrici possono respirare. Ottimi i risultati: il gruppo Mondadori chiude con un +10%, tra i titoli più venduti Il tempo del la la la di Luciana Littizzetto, Cesare, la conquista dell'eternità di Alberto Angela e Arkansas di Chiara Tagliaferri. All’Einaudi Il custode di Niccolò Ammaniti, Una cosa spirituale di Vasco Brondi e La cura di Concita De Gregorio. Sperling&Kupfer brinda a Tears on my pen drive di Karim. B e De Agostini a Glitch. Non volevo sposare te di Sara Cipriani; per Rizzoli, il più venduto è Un’ottima famiglia di Stefania Andreoli. In testa alla classifica per Mondadori Electa c’è Luce nell'oscurità di Roberto Baggio e per Piemme Il vestito di mia madre di Sara Rattaro. Il gruppo Feltrinelli segna un +20%, complice Il tempo dell’orologiaio di Maurizio De Giovanni. I lettori di Sem premiano Luca non parlava mai di Luca Carboni, quelli di Marsilio Adele di Csaba dalla Zorza. Trionfo per Crocetti con le Poesie da viaggio di Jovanotti e Nicola Crocetti stesso. Adelphi vende il 25% in più, anche grazie a Kolchoz di Emmanuel Carrère. Il titolo più richiesto a NN editore (25% in più) è Le canzoni di New York di Liz Moore. Sellerio chiude con una buona annata, picchi per Simon Mason, L’idiota di famiglia di Dario Ferrari e Omicidi Srl di Alessandro Robecchi. Menzione speciale per il fenomeno trainato dai Tiktoker Una vita come tante di Hanya Yanagihara, copie esaurite. Neri Pozza sbanca, +50%, il libro più comprato è L’amuleto di Michael Mcdowell. Per La Nave di Teseo è La ricchezza che uccide di Petros Markaris, arrivato a Torino con la delegazione della Grecia, paese ospite che passa ora il testimone, per la prossima edizione in programma al Lingotto dal 13 al 17 maggio, alla letteratura catalana. Regione protagonista, il Lazio.