Conclusi i primi tre giorni, i dati dell’affluenza confermano un Salone del Libro 2026 da record, con un «giovedì eccezionale – secondo gli organizzatori – nel quale sono stati superati i 40 mila visitatori per la prima volta con un incremento del 20% rispetto al giovedì dello scorso anno». La Sala Oro è sold out per tutti gli appuntamenti e il “Romance Pop Up” – dedicato ai firmacopie romance – registra il tutto esaurito. Per la prima volta, inoltre, in Auditorium è prevista l’apertura di galleria, coro, platea e palchi per accogliere 1. 900 persone agli eventi. Il biglietto di ingresso Tra i visitatori, però, crescono i malumori per i prezzi. Il primo nodo riguarda il ticket d’ingresso. La soluzione più conveniente resta l’acquisto online: il biglietto giornaliero costa 16 euro ma arriva a 23 euro alle casse. Non tutti però riescono a orientarsi con la procedura digitale. «Io online non lo so fare. Non basta pagare, bisogna anche registrarsi» obietta un anziano visitatore. Confermate le riduzioni per giovani e over 65. Una famiglia con due adulti e due bambini sotto i tredici anni arriva così a spendere quarantasei euro di ingresso giornaliero. Inoltre, il “Romance Pop Up”, prevede un supplemento di 25 euro per una giornata del weekend o 40 per entrambe. Leggi anche gli altri articoli sul Salone del libro Gli eventi a pagamento A questo si aggiungono le novità di quest’anno, come i 3 euro necessari per prenotare un posto per gli eventi in Auditorium. Sul sito del Salone, nella parte dedicata alle domande, viene assicurato che «rimarranno centinaia di posti ad accesso libero», che variano a seconda degli eventi. Tuttavia, resta il fatto che è necessario pagare di più per essere certi di assistere. Prenotazioni che finiscono anche in fretta: «Finite ancor prima di accedere nel sito» commenta un utente sotto un post Instagram del Salone. «Cerco prenotazione per Barbero per domenica mattina, se qualcuno ha bisogno di cederla» scrive un altro utente. La mappa a un euro E poi ci sono le mappe acquistabili a un euro. Una scelta pensata per disincentivare l’abbandono per strada delle cartine, ma che ha comunque scatenato proteste. Una visita può in questo modo trasformarsi in una spesa ben più alta. Tra sovrapprezzi, cibo e servizi extra a pagamento, molti visitatori raccontano di aver dovuto fare i conti con spese inattese al Lingotto. Panini e bevande Le maggiori lamentele riguardano panini e bevande. «Ho visto toast a nove euro e caffè a un euro e ottanta», racconta Claudia, 65 anni. Sul prezzo del caffè, Samuele Micelotta lamenta: «In due, per rifocillarci, dobbiamo spendere quasi quattro euro». Nei punti ristoro si arriva a otto euro per un panino. Una bottiglietta d’acqua – che non si può portare da fuori – si acquista a un euro, mentre per una bibita il costo sale già a quattro euro, sei per una birra media. «Per tre persone si spende davvero tanto» commenta una mamma in coda con le figlie. All’ora di pranzo ci sono anche problemi con Satispay: «Con tanta gente la connessione è bassa e così non riesci a pagare» osserva Francesco. Non a caso molti si organizzano con pranzo al sacco e borracce. Fuori dal padiglione 4 c’è chi si accomoda sulle coperte da picnic. «I prezzi e le code per il cibo sono esagerati» commenta Gloria. Altri cercano alternative prima di entrare: «Dobbiamo trovare un supermercato, dentro costa troppo» dice Antonella. Alla fine, tra ingressi, pasti e spese extra, una giornata al Salone può facilmente superare i quaranta euro a persona e sfiorare i cento euro per una famiglia di quattro persone. Senza contare libri e gadget.
Numeri da record al Salone del Libro, piovono le proteste per i costi di ingresso, eventi e cibo
Nel primo giorno della fiera si sono superati i 40mila visitatori. Gli organizzatori: «Sono il 20% in più del 2025». Ma tra toast a 9 euro e bibite a 6, è pole…
















