Difficile che non ve ne siate accorti, soprattutto se avete una figlia o una nipote. C’è un genere letterario che ha conquistato una nuova generazione di lettrici: il romance o new romance. Eredità del romanzo libertino e degli Harmony, oltre a dominare le classifiche e rappresentare la fascia più redditizia della narrativa commerciale in Italia, il romance è oggi al centro dell’attenzione anche per i suoi aspetti più controversi, che riguardano principalmente la presenza di scene di sesso esplicito (per le quali è generalmente usato il termine spicy, “piccante”) e la presenza (o l’assenza) dei trigger warning, le avvertenze, paratesti che sono ormai parte integrante del genere.

Una premessa: l’universo del romance è complesso e sfaccettato, e la rappresentazione della sessualità o del cosiddetto smut (sexual material), cambia a seconda del sottogenere: si va dal romcom (commedia romantica) al romantasy (da romance e fantasy), dove il confine tra passione e violenza si fa sottile e il tema del consenso diventa centrale, aprendo la strada al filone più controverso di tutti: il dark romance.

Nel dibattito sulla letteratura per adolescenti, liquidare il successo dei romance come una semplice moda significa ignorarne le radici sociologiche, le implicazioni pedagogiche, ma soprattutto la profonda distanza culturale tra genitori e figli: madri entusiaste perché finalmente le figlie leggono (non importa cosa) e ragazzine di dodici, tredici anni che si trovano tra le mani romanzi soft porn con copertine ingannevolmente innocenti.