Un romanzo dovrebbe essere letto per intero alle superiori, non importa in quale anno – i romanzi hanno senso soltanto se vengono presi interi: i “passi scelti” non sembrano che poesie senza ritmo. E allora quale? Uno che non presenti difficoltà linguistiche: un romanzo del Novecento
La querelle che si è aperta sulla lettura integrale (o quasi) dei Promessi sposi nelle scuole superiori, se spostarla dalla fine del primo alla fine del secondo biennio, mi pare il tentativo di ricostruire un edificio cominciando dal tetto; essendo rimasto sempre, purtroppo o per fortuna, estraneo all’insegnamento secondario, ed essendo quindi inesperto del necessario lavoro di organizzazione degli orari, di come stringere il molto nel poco, il solo contributo che posso dare è un’opinione radica
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scrittore
Saggista, scrittore italiano e critico letterario: dopo aver pubblicato saggi su E. Montale e S. Penna (fra gli altri), è divenuto il curatore dell’opera completa di P.P. Pasolini per la collana I Meridiani di Mondadori. Scrittore di romanzi quali Scuola di nudo (1994), Un dolore normale (1999), Troppi paradisi (2006), Il contagio (2008), Autopsia dell’ossessione (2010), Resistere non serve a niente (2012, Premio Mondello 2013 e vincitore al Premio Strega 2013), Il realismo è l'impossibile (2013), Exit strategy (2014), La voce verticale - 52 liriche per un anno (2015) e Bruciare tutto (2017); nel 2018, il pamphlet Pagare o non pagare e il romanzo Bontà (2028); La natura è innocente (2020).








