La lunghissima gestazione dal «Fermo e Lucia», terminato nel 1823, fino alla sua ripresa ed evoluzione ne «I Promessi Sposi», prima nel 1827 e poi nell'edizione del 1840, è un'avventura equiparabile alla scoperta dell'America o all'invenzione del telefono. Si tratta di qualcosa che caratterizza in modo profondo la nostra identità nazionale: e lo fa - senza nulla togliere ad altri due giganti - più della Divina Commedia e dell’Orlando Furioso. Perché entriamo in un mondo moderno, in cui la circolazione dei romanzi diventa un aspetto preponderante dell'immaginario, della sensibilità e dell'educazione civica del cittadino italiano. «Padre della Patria» è un’affermazione un po’ retorica, ma Manzoni può sicuramente essere annoverato tra i fondatori della nostra identità nazionale.
Alessandro Manzoni: la lezione di Emanuele Trevi | Le lezioni del Corriere
Un romanzo nato da un lungo lavoro di riscrittura, che ha dato forma non solo alla lingua italiana moderna ma anche a un immaginario condiviso: tra caso e Provvidenza, “I Promessi Sposi” è il luogo in cui la letteratura diventa identità nazionale






