VENEZIA - Passerà? Non passerà? Finirà come il 16 gennaio 2024, quando per la mancanza di un solo voto la legge sul fine vita non venne approvata? Da metà luglio la proposta di legge di iniziativa popolare sul suicidio medicalmente assistito dovrà, in base allo statuto della Regione del Veneto, essere iscritta all’ordine del giorno del consiglio regionale del Veneto e siccome per quella data ancora non ci sarà un provvedimento statale (l’iter al Senato inizierà il 3 giugno), la domanda è: ci saranno i voti in Veneto o no? Una prima, approssimativa conta, dice che no, non ci saranno i numeri: su 51 consiglieri servono 26 voti e al momento ce ne sono, sulla carta, 22.

L’OPPOSIZIONE

Dalle file dell’opposizione di centrosinistra si contano 14 voti favorevoli. Nove arrivano dal Partito Democratico: Paolo Galeano, Alessandro Del Bianco, Monica Sambo, Gianpaolo Trevisi, Chiara Luisetto, Antonio Marco Dalla Pozza, Giovanni Manildo erano anche tutti presenti alla proiezione del docufilm sulla vita dell’attivista Stefano Gheller; alla presentazione non c’erano Jonatan Montanariello e Andrea Micalizzi, ma il primo aveva votato a favore due anni fa e il secondo si è poi espresso pubblicamente. Del Pd fa parte anche Anna Maria Bigon che però nel 2024 si era astenuta. Poi ci sono i due di Avs, Elena Ostanel e Paolo Cunegato, Flavio Baldan del M5s, Nicolò Rocco di Azione, la civica Rossella Cendron. Dall’opposizione possono dunque arrivare 14 voti, 15 se Bigon cambiasse opinione, di sicuro non i due di Resistere, Davide Lovat e Riccardo Szumski.