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Mario Alberto Marchi

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Oggi il fine vita entra ufficialmente nell’agenda del Consiglio regionale del Veneto. Il progetto di legge di iniziativa popolare Liberi Subito, sul suicidio medicalmente assistito, sarà iscritto all’ordine del giorno della seduta convocata per il 27, 28 e 29 luglio, l’ultima prima della pausa estiva. Ma è quasi certo che slitti: negli ambienti del Consiglio il rinvio a settembre è dato per scontato. In quei tre giorni il tempo d’aula sarà con ogni probabilità assorbito dal rendiconto 2025 e dall’assestamento 2026-2028, mentre la legge, pur iscritta, resterà in coda insieme alle mozioni.

Poco importa, sul piano politico. Il dato è che il confronto istituzionale riparte, dopo la bocciatura del gennaio 2024, quando la proposta cadde per un solo voto: 25 favorevoli, tra cui il presidente Zaia, la Lega e il centrosinistra, contro 22 contrari e tre astensioni che pesarono come altrettanti no. Servivano 26 consensi, l’aula si fermò a un passo. Da allora il quadro è cambiato solo in superficie. Zaia non governa più la Regione ma ne presiede il Consiglio; alla guida della Giunta siede Alberto Stefani; la maggioranza è la stessa che due anni fa si divise lungo la linea delle coscienze, con Fratelli d’Italia e Forza Italia contrari e la Lega tagliata in due.