VENEZIA - A livello nazionale si sblocca lo stallo sul fine vita. Ieri è stato deciso che il disegno di legge approderà il 3 giugno nell’aula del Senato e, se nel frattempo nelle commissioni Giustizia e Affari sociali non verrà trovata l’intesa su un testo condiviso da tutti gli schieramenti, in discussione andrà la proposta del dem Alfredo Bazoli sottoscritta dalle opposizioni. Invece in Veneto continua lo scontro perfino sulla proiezione della pellicola “Lasciatemi morire ridendo”, dedicata alla vicenda del vicentino Stefano Gheller, che ha dedicato la sua esistenza alla battaglia per la norma sul suicidio medicalmente assistito, senza peraltro farvi ricorso nel momento fatidico. È bastato l’annuncio di Palazzo Ferro Fini sull’appuntamento di oggi a mezzogiorno, quando il presidente Luca Zaia (Lega) e la consigliera Elena Ostanel (Alleanza Verdi Sinistra) «presenteranno il docufilm di Massimiliano Fumagalli», per togliere il velo alle divisioni nel centrodestra, in una giornata già vivacizzata dal dibattito sulle discariche di confine.

Secondo quanto è trapelato, hanno confermato la loro presenza in sala Fallaci i leghisti Manuela Lanzarin, Francesco Calzavara, Rosanna Conte e Roberta Vianello, il forzista Jacopo Maltauro, i dem Giovanni Manildo e Gianpaolo Treviso, il pentastellato Flavio Baldan, la civica Rossella Cendron, il calendiano Nicolò Rocco. Ci saranno anche Cristina Gheller e Luca Faccio, rispettivamente l’adorata sorella e il fraterno amico di Stefano, invitati l’una da Ostanel e l’altro da Zaia. Non ci sarà invece Davide Lovat (Resistere), che ha ribadito la sua ferma contrarierà all’iniziativa in questi termini: «Cara consigliera Ostanel, se lo veda assieme al presidente Zaia il docufilm. Io se proprio devo scegliere, preferisco continuare a ripassare i miei testi di bioetica».