Roma, 11 mag. (askanews) – Sarà tutto da vedere se le aperture di Forza Italia sul fine vita, dopo mesi di battute d’arresto e rinvii in Senato, possano arrivare davvero a meta nell’ultimo anno di legislatura. Le posizioni di maggioranza e opposizione rimangono distanti. E sul tema ci sono anche sensibilità diverse nello stesso centrodestra con Fi che – pare su impulso di Marina Berlusconi – si mostra più dialogante. In commissione giace da mesi il testo dei relatori Pierantonio Zanettin (Fi) e Ignazio Zullo (Fdi) che incontra la netta contrarietà dei partiti di minoranza che lo considerano restrittivo rispetto ai confini tracciati dalla Consulta.

Tanto che le parole del capogruppo Fi alla Camera Enrico Costa, su ‘La Repubblica’, hanno suscitato non poco scetticismo, da parte di tutte le opposizioni. Per Costa sul fine vita c’è un “vuoto legislativo, che non può essere colmato da una molteplicità di leggi regionali diverse. Ciascun partito dovrà rinunciare a qualcosa. Sono fiducioso”, ha detto, dopo che ieri i presidenti dei gruppi dem di Camera e Senato Chiara Braga e Francesco Boccia avevano affidato allo stesso giornale l’appello di assumere domani la decisione, in conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama, di portare subito in aula il provvedimento. Un appello ribadito oggi, dopo l’intervento di Costa.