Roma, 12 mag. (askanews) – Come deciso ieri nel vertice di maggioranza con la premier Giorgia Meloni a Palazzo Chigi, i capigruppo di maggioranza alla Camera hanno avviato oggi i primi contatti con i capigruppo delle opposizioni per tentare un dialogo sulla legge elettorale. Un giro di telefonate che si è chiuso con un nulla di fatto: la posizione di Pd, M5s, Avs e Più Europa resta contraria alla proposta di legge del centrodestra e contraria anche all’apertura di un tavolo di confronto.
La ‘strategia’ viene concordata in una riunione pomeridiana dei capigruppo di maggioranza in cui si decide di dividersi le chiamate. A Galeazzo Bignami, Fdi, tocca Riccardo Ricciardi, capogruppo M5S alla Camera. Il pentastellato, dopo la telefonata, ribadisce che “la sede per discutere la legge elettorale è quella della commissione Affari Costituzionali”. Non va meglio a Enrico Costa (Fi) che sente Luana Zanella (Avs) per quello che la capogruppo Avs definisce “un abboccamento poco convinto” e Riccardo Magi (Più Europa). “Ormai si discute in commissione, se avessero voluto un confronto avrebbero dovuto avviarlo prima”, tuona quest’ultimo. Stessa posizione di Chiara Braga (Pd) dopo i contatti con Riccardo Molinari (Lega): “Rimangono tutte le critiche già espresse da tempo. Il luogo dove confrontarsi è il Parlamento. Ci aspettavamo la convocazione su salari, lavoro, costo della vita, liste d’attesa”.












