È un braccio di ferro sui fondi per la difesa messi sul piatto dall’ Unione europea quello che vede protagonisti in queste ore due ministri del governo Meloni.

Da una parte il responsabile della Difesa Guido Crosetto , esponente di FdI; dall’altra quello dell’Economia Giancarlo Giorgetti (Lega).

Giovedì 14 maggio Crosetto ha detto di aver scritto due volte al Tesoro sollecitando una decisione in merito alla possibilità di attingere al fondo dell’Unione europea per l’acquisto di armi (il Safe, Security Action for Europe, lo strumento sostenuto dal bilancio Ue e messo in campo da Bruxelles per rafforzare la capacità di difesa e raggiungere gli obiettivi di spesa militare concordati in sede Nato), aggiungendo che Roma deve confermare entro la fine di questo mese se intende avvalersi del programma.

Insomma, il responsabile della Difesa è in pressing sul collega che ha l’ultima parola sulle decisioni di spesa che impattano sui conti pubblici.

Aggiornare i dispositivi di difesa nazionale - anche per rispondere all’impegno preso in sede Nato - è la priorità di Crosetto.