Roma, 14 mag. (askanews) – Al piano nobile di palazzo Chigi lo derubricano a “due chiacchiere”, negando che vi sia stato alcun vertice con tutto ciò che l’uso di questa parola comporta nel politichese. Il dato di fatto, però, è che prima dell’inizio del Consiglio dei ministri – cominciato notevolmente in ritardo proprio per questo – la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni ha a riunito i suoi due vice, Matteo Salvini e Antonio Tajani. D’altra parte, ci sono due nodi che i partiti di maggioranza devono affrontare a breve: le nomine ai vertici di Consob e Antitrust e il grande tema delle spese per la difesa.
La prima partita si è ufficialmente riaperta ieri dopo che il sottosegretario leghista all’Economia Federico Freni – candidato unico del suo partito alla guida dell’Autorità che vigila sulla Borsa ma su cui pesava il veto di Forza Italia – si è chiamato fuori dalla corsa annunciando il suo “passo indietro”. La poltrona è nella sostanza vacante ormai da inizio marzo, quando è scaduto il mandato di Paolo Savona, e la stessa premier un paio di settimane fa aveva annunciato una imminente soluzione che però, al momento, non è stata ancora indicata. In parallelo c’è la nomina del nuovo presidente dell’Antitrust, su cui ci sarebbero proprio le mire degli azzurri. Formalmente l’indicazione del garante per il mercato e la concorrenza è nelle mani dei presidenti di Camera e Senato che – fanno sapere fonti vicine al dossier – potrebbero incontrarsi la settimana prossima.








