Crosetto ha reso noto di aver chiesto chiarimenti formali al Mef sugli impegni per quasi 15 miliardi. La decisione va presa entro fine maggio

Il caso delle spese militari e dei prestiti europei che l’Italia aveva annunciato di voler chiedere per aumentare gli investimenti in armi, come chiesto dalla Nato, non è chiuso. E non potrebbe essere diversamente visto che ieri, 14 maggio, il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha fatto sapere di aver inviato due lettere formali al Mef per chiedere che gli investimenti proseguissero. E di non aver ricevuto risposta. “Entro fine maggio bisognerebbe firmare i contratti. Questa è una decisione che spetta al Mef, non sono né pessimista né ottimista”, ha dichiarato

Quanti soldi

La spesa di cui si parla non è di poco conto. L’Italia si è impegnata a spendere 14.9 miliardi in armamenti ottenendo il prestito per fare questa spesa dal Security action for Europe (Safe), adottato dal Consiglio dell’Ue a maggio 2025. Il Safe è un piano di indebitamento congiunto garantito dal bilancio comunitario ma non a tasso zero. Mette a disposizione fino a 150 miliardi di euro in prestiti a lunga scadenza e tassi competitivi per aiutare gli Stati membri a soddisfare l’aumento degli obiettivi di spesa della Nato e l’Italia è tra i principali richiedenti dopo Polonia e Romania.