Il titolare della Difesa chiede al Tesoro una decisione sui prestiti europei del Safe per finanziare spese in difesa e sicurezza, così da rispettare gli impegni in seno Nato assunti dall’Italia. Ma il Mef è cauto sui nuovi debiti
Crosetto incalza Giorgetti sul Safe, il programma Security Action for Europe per finanziare spese in difesa e sicurezza.
“Ho scritto una lettera a Giorgetti per sapere quale è la decisione in merito” all’utilizzo dei fondi Safe europei ha dichiarato ieri il ministro della Difesa Guido Crosetto aggiungendo di essere “in attesa di una decisione” da parte del ministero dell’Economia e delle Finanze. Ovvero il collega Giancarlo Giorgetti, titolare del Tesoro. “Entro fine maggio, ha ricordato Crosetto, “bisognerebbe decidere se accede al Safe o no”. L’Italia ha chiesto nei mesi scorsi di essere ammessa a prestiti per complessivi 14,9 miliardi di euro all’Ue nell’ambito del programma Safe. Il meccanismo prevede che l’Ue raccolga fondi sui mercati dei capitali e li metta a disposizione degli Stati membri sotto forma di prestiti a lungo termine, basati sui loro piani di investimento per l’industria europea della difesa.
Allo stesso tempo però il governo è alle prese con una doppia partita che intreccia difesa, conti pubblici ed emergenza energetica. Da una parte Crosetto sollecita il ministero dell’Economia a decidere sull’adesione dell’Italia al programma europeo Safe, dall’altra la premier Giorgia Meloni cerca margini di flessibilità con Bruxelles per finanziare misure contro il caro energia (uno fra tutti il costo del carburante) e il rincaro delle bollette.










