Il padiglione tedesco dentro è tinteggiato di un verde menta molto simile a quello del padiglione della Federazione russa. Non è un caso: è il colore di cui erano dipinte le caserme della Ddr, a cui Henrike Naumann, una delle due artiste che è stata scelta per firmare l’esposizione che la Bundesrepublik porta a Venezia insieme a Sung Tieu in Ruins, si è ispirata per scegliere lo sfondo del suo allestimento. Ma l’artista di Zwickau, nell’ex Germania est, non vedrà mai il suo progetto realizzato: il cancro l’ha uccisa a febbraio, pochi giorni dopo il primo compleanno di sua figlia.
A portare a termine produzione e installazione è stato un gruppo di lavoro a cui ha contribuito anche il suo compagno Clemens Villinger: «Da gennaio siamo passati a lavorare in un grande collettivo con tante amiche e amici che hanno collaborato ad alcune parti dell’opera perché le sue forze non bastavano più» dice lo storico a Domani. «Per Henrike era importante che lavorassero con lei persone che conoscono bene lei e il suo lavoro, in modo da poter prendere per conto proprio anche decisioni sui dettagli». L’accoglienza del lavoro da parte della stampa specializzata è stata positiva, ma Villinger aspetta la reazione del pubblico: «Henrike era solita passare del tempo davanti alle sue opere per parlare con i visitatori, cosa che farò anch’io per sapere cosa ne pensano».














