VENEZIA - Ad un paio di settimane dalla vernice del 6, 7 e 8 maggio, l’Esposizione Internazionale d’Arte diventa ufficialmente oggetto di dibattito politico-istituzionale in sede continentale. Accadrà oggi a Lussemburgo, in occasione del Consiglio Ue degli Affari esteri, chiamato ad affrontare anche questo argomento, a margine del confronto sull’aggressione all’Ucraina: «Attacco russo al patrimonio Unesco di Leopoli, alla luce della Biennale di Venezia 2026». A chiedere e ottenere l’inserimento del punto all’ordine del giorno è stata la Lettonia, già capofila dell’ormai famosa lettera con cui 22 ministri del Vecchio Continente avevano dichiarato «inaccettabile» il padiglione della Russia, accendendo lo scontro diventato da allora sempre più rovente, considerate anche le polemiche delle ultime ore sul saccheggio delle opere ucraine a Cherson.
I lavori saranno presieduti da Kaja Kallas, alta rappresentante dell’Unione europea per gli Affari esteri e la politica di sicurezza. Prima di passare ai dossier su Medio Oriente, Caucaso Meridionale e Sudan, questa mattina i ministri degli Esteri dei 27 Stati membri assisteranno al videointervento dell’omologo ucraino Andrii Sybiha, «che fornirà una panoramica della situazione sul campo e delle esigenze più urgenti dell’Ucraina». La successiva discussione «si concentrerà in primo luogo sull’intensificazione della pressione sulla Russia in modo globale, anche attraverso ulteriori sanzioni, attività di sensibilizzazione nei forum internazionali e azioni mirate alla flotta ombra». Il secondo tema di aggiornamento sarà «il sostegno alla resilienza e alla preparazione dell’Ucraina», con annesso scambio di opinioni sulla cosiddetta «stabilità condivisa», ritenuta il quarto pilastro insieme alla sicurezza militare, a quella civile e all’industria della difesa.









