Nel 2025 il ciclo espansivo delle rinnovabili in Italia si interrompe dopo tre anni di crescita sostenuta. Le nuove installazioni si fermano a 7,2 GW, in calo del 6% rispetto ai 7,6 GW del 2024, portando la capacità complessiva a 81,7 GW. È la fotografia scattata dal rapporto “Renewable Energy 2026” dell’Energy&Strategy della School of Management del Politecnico di Milano, che segnala una battuta d’arresto destinata a pesare sugli obiettivi al 2030.

A sostenere il sistema resta il fotovoltaico, che con 5,6 GW continua a trainare il mercato grazie soprattutto ai grandi impianti, ormai responsabili di circa la metà della nuova potenza installata. Più fragile invece il contributo dell’eolico, che nel 2025 aggiunge appena 562 MW, per il 95% concentrati in grandi parchi nel Sud, tra Puglia, Basilicata e Campania. Un dato che evidenzia uno squilibrio strutturale: proprio l’eolico, per la sua capacità di produrre anche di notte e nei mesi invernali, rappresenta uno degli strumenti più efficaci per bilanciare la variabilità del fotovoltaico.

Il rallentamento complica il percorso verso i target del Piano nazionale energia e clima. L’Italia dovrebbe raggiungere 131 GW di capacità installata entro il 2030, con un incremento di circa 49 GW rispetto ai livelli attuali, e portare la produzione elettrica da rinnovabili a 228 TWh annui, quasi il 75% in più rispetto ai 130 TWh del 2025. Numeri che oggi appaiono più lontani.