Aveva chiesto aiuto a papa Leone, alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, a chiunque potesse farla uscire dall’Egitto con la sua bambina. E invece per Nessy Guerra, bloccata da oltre due anni nel Paese africano e da vittima passata a imputata, la vita si sta complicando sempre di più.
Dopo la condanna in primo grado per adulterio, è arrivata la conferma in secondo grado. La pena è sempre la stessa, sei mesi. Anche se, spiega la sua legale Agata Armanetti, «i contorni della condanna non sono chiari». La partita, insomma, è ancora aperta. Lei, invece, su Instagram, ha postato un video in cui traspare il terrore del prossimo futuro: «Ho paura di perdere la mia bambina. Ho paura di finire in prigione in Egitto. Non so più come fare a chiedere aiuto».
Egitto, Nessy Guerra condannata per adulterio: "Ho paura di perdere mia figlia, aiutateci"
A denunciarla è stato un uomo che in Italia è stato a sua volta condannato in via definitiva per stalking, maltrattamenti e violenza sessuale, l’ex compagno e padre di sua figlia Tamer Hamouda, italo-egiziano.
Ma per la 26enne il suo ex marito avrebbe comprato, di fatto, la testimonianza di un uomo che in udienza ha deposto contro la sanremese.













