L’Egitto conferma in Appello la condanna per adulterio per la 26enne Nessy Guerra. Una diatriba senza fine che vede al centro l’affidamento della figlia di 3 anni e le accuse che l’ex marito Tamer Hamouda ha mosso nei confronti della giovane originaria di Sanremo, costretta a vivere nascosta con la piccola Aisha e i suoi genitori da oltre due anni, impossibilitata a tornare in Italia. L’uomo le ha provate tutte, pagando testimoni e mostrando video e foto intime. Ora continua ad appostarsi sotto casa e perseguitarla. Ma non è questo il punto. Non solo se arrivasse il via libera della Cassazione per Nessy si aprirebbero le porte del carcere per un reato che in Italia non esiste dal 1968, ma soprattutto dice di temere «per il destino della mia bambina» anche perché dopo questo verdetto la piccola potrebbe essere affidata alla nonna paterna (l’udienza per l’affidamento è fissata per il prossimo 3 giugno). Il 19 febbraio scorso la prima sentenza, nonostante in questi mesi la donna abbia chiesto aiuto alla premier Giorgia Meloni, a Papa Leone, alla Farnesina. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha scritto più volte al ministro degli Esteri egiziano, ma nulla si è mosso.

Eppure l’uomo italo-egiziano, nel nostro Paese era stato condannato in via definitiva a 2 anni e 11 mesi per stalking, maltrattamenti e violenza sessuale nei confronti di un’altra donna che aveva preso a bastonate. È stato anche indagato dalla Procura di Genova per maltrattamenti e tentata sottrazione di minore. L’incubo di Nessy, vittima di violenze e ricatti. L’avvocato Agata Armanetti ieri ha appreso dal consolato italiano in Egitto la convalida della condanna di primo grado. Hamuoda non vuol far tornare la figlia in Italia con Nessy e più volte ha fatto pressione per ricostituire il nucleo familiare. «Ha iniziato a mandarmi messaggi di minacce: se torno con lui farà sparire le denunce, se continuo a lottare per la mia libertà e per mia figlia mi farà altre accuse fino a portarmi in carcere» ha raccontato la vittima. L’uomo è riuscito a ottenere dal tribunale egiziano un blocco dell'espatrio della figlia fino al compimento di 21 anni d'età. E Nessy vive nel terrore, «potrebbero venirmi a prendere in qualsiasi momento. Aiutatemi», ripete. «Nessy rischia la vita perché Tamer è un uomo squilibrato, come si evince dalle email inviate al Consolato, lo Stato italiano deve intervenire con più forza - spiega l’avvocato - parliamo di un uomo che in aula, durante l'udienza, ha dichiarato di essere Gesù Cristo e di essere sulla Terra per punirci».