“Noi eravamo convinti al 100% che non sarebbe andata così”. Lo ha detto a Fanpage.it Nessy Guerra, la 26enne italiana bloccata in Egitto con la sua bambina che da anni sta subendo le minacce dell’ex marito e padre della minore. L’uomo l’ha accusata di adulterio e ieri è stata condannata a 6 mesi di carcere in appello.

Nessy Guerra.

"Noi eravamo convinti al 100% che non sarebbe andata così. Io, i miei legali italiani ed egiziani, il Consolato, tutti eravamo più che convinti, anche perché in aula l'ultima volta il mio ex marito aveva dichiarato di essere Gesù Cristo".

A parlare a Fanpage.it è Nessy Guerra, la 26enne italiana bloccata in Egitto con la sua bambina che da anni ormai sta subendo le minacce dell'ex marito e padre della minore, Tamer Hamouda. L'uomo l'ha accusata di adulterio, reato per il quale ieri è stata condannata a 6 mesi di carcere in appello. Nessy ci spiega che presenterà ricorso ma che non può farlo prima di due settimane, quando verrà depositata la sentenza. Lei e la bimba dovranno rimanere nascoste "perché il secondo grado è esecutivo e, se mi trovano, mi possono arrestare", aggiunge.

Il testimone chiave e le dichiarazioni false: "È stato minacciato dal mio ex marito" La ragazza era stata accusata di aver compiuto adulterio con un uomo che nelle scorse settimane aveva ritrattato le sue dichiarazioni: "Ha ammesso di essere stato minacciato da Tamer, che quello che ha raccontato non è la verità". "Abbiamo presentato anche un audio della moglie di quest'uomo che dice che il mio ex marito gli aveva offerto dei soldi, ma tutto questo non è stato sufficiente", aggiunge.