Madre e figlia avvelenate, nel sangue valori 250 volte superiori a quelli letali: l'ipotesi della doppia dose

Uno degli aspetti più oscuri emersi dalla ricostruzione medica riguarda la tempistica della somministrazione

sabato 25 aprile 2026 di Redazione Web

Le indagini sul decesso di Antonella Di Ielsi e di sua figlia Sara Di Vita si arricchiscono di un dettaglio agghiacciante che sposta l'asse della vicenda verso una premeditazione ancora più spietata. Secondo quanto riportato da Repubblica, i risultati del Centro antiveleni di Pavia hanno rivelato che la quantità di ricina rinvenuta nei campioni ematici delle due donne è 250 volte superiore alla soglia necessaria per uccidere.

Questa concentrazione anomala e massiccia non solo conferma la natura dolosa della vicenda, ma suggerisce una volontà omicida determinata a non lasciare alcuna via di scampo alle vittime.