Agia Napa (Cipro), 23 apr. (askanews) – “Noi dobbiamo trovare delle risposte, siamo venuti a cercarle qui”. Ovvero a Cipro, l’isola lambita dalla guerra dei droni del conflitto mediorientale che, in virtù del semestre di presidenza, ospita la due giorni del Consiglio informale europeo. Giorgia Meloni arriva nella ventosa Agia Napa e si concede un lungo doorstep, come raramente in passato. D’altra parte la premier sa che la partita che è venuta a giocare qui per affrontare le conseguenze della crisi energetica è tutta in salita, che deve cercare degli alleati per portare a casa dei risultati ma anche provare a guidare la narrazione, anche perché le proposte finora avanzate – dallo stop al sistema degli Ets, alla tassazione sugli extraprofitti fino alla sospensione del Patto di stabilità – non hanno fatto molta strada.

E allora, la sua è una richiesta all’Europa affinché diventi “molto più coraggiosa”, senza però escludere che l’Italia possa arrivare a dover fare da sola attraverso uno scostamento di bilancio. Meloni spiega infatti di apprezzare la proposta fatta dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen che agevola gli aiuti di Stato nel settore allargando le maglie delle regole della concorrenza, di considerarla sì un “passo avanti” ma comunque “non sufficiente” perché “lo spazio fiscale non è lo stesso per tutti”. Non lo è certamente per l’Italia che non può permettersi di fare altro debito, a differenza di paesi come la Germania. Per questo, la sua proposta sarebbe quella di “ragionare su un modello per cui anche queste spese non vengono conteggiate, per esempio come si fa con il Safe sulle spese di difesa”. Insomma, la premier chiede più flessibilità.