AGIA NAPA (Cipro) Navigare in solitaria, fino a prevedere uno scostamento di bilancio per fronteggiare la crisi energetica usando la leva del deficit. «Ad oggi non stiamo escludendo niente», ammette Giorgia Meloni arrivando ad Agia Napa, nella torre affacciata sulle acque cristalline di Nicosia dove è in programma la cena dei leader europei per il vertice informale Ue.
Spariglia la presidente del Consiglio, incassata la doccia fredda della mancata uscita dalla procedura di infrazione, traguardo che l'Italia ha visto sfumare per appena un decimale. Un danno che, visti i numeri risicatissimi, sa di beffa. Ma ora si volta pagina, bisogna agire in fretta e Meloni lascia intendere di non aver alcuna intenzione di perdere tempo: «Nelle prossime settimane decideremo come muoverci a livello nazionale», afferma confermando la linea già anticipata dal Mef.
Del resto è l'agenda di governo a dettare i tempi, e indica una deadline ansiogena: il 1 maggio scade il taglio delle accise e servono risorse fresche, almeno altri 500 milioni per prorogare la sforbiciata, altrimenti alle pompe di benzina saranno guai. E qui, nell'isola di Afrodite, la premier arriva con la volontà ferma di dare una scossa all'Europa. Che ha sì messo a punto un piano ad hoc per dare risposte alla fiammata dei prezzi dell'energia innescata dall'attacco all'Iran - l'AccelerateEu - ma lasciando nella metà campo degli Stati membri la "palla" per uscirne, mettendo mano al portafoglio.










