Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
15 APRILE 2026
Ultimo aggiornamento: 14:41
“Non esiste alcun tipo di dimenticanza e il mio assistito ha sempre fornito ricostruzioni precise”. È netta la posizione dell’avvocato Vittorino Facciolla, legale di Gianni Di Vita, nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Larino sulla morte di Antonella Di Ielsi, 50 anni, e della figlia Sara Di Vita, 15 anni, avvenute a fine dicembre a Pietracatella. Di Vita, marito e padre delle vittime, è stato sentito come altre persone, tra cui la figlia maggiorenne, dagli investigatori della Squadra Mobile di Campobasso per ricostruire quanto avvenuto durante i pranzi e le cene precedenti al Natale. Tra il 23 e il 24 dicembre le due donne si sentirono male e alcuni giorni dopo sono decedute.
Il penalista smentisce quindi l’ipotesi di vuoti di memoria nella ricostruzione dei fatti e ribadisce che il suo assistito ha elencato con precisione i cibi consumati la sera del 23 dicembre, in gran parte avanzi, escludendo anche la presenza di altri alimenti. Secondo la difesa, inoltre, nei giorni festivi alcuni cibi sarebbero stati preparati in casa ma consumati anche in contesti familiari differenti, elemento che renderebbe più complessa la ricostruzione puntuale delle ultime ore. Tutti i cibi presenti nell’appartamento di Pietracatella – dal pesce ai funghi, conserve e altri alimenti – erano stati sequestrati e analizzati dando esito negativo ai vari test compreso quello del botulino. Gli esami tossicologici e microbiologici eseguite allo Spallanzani erano risultati negativi.













