Alice Di Vita venerdì ha revocato, tramite una mail inviata dalla casella Pec del padre Gianni Di Vita, il mandato all'avvocato difensore Marco Lorusso. Il legale fa parte dello stesso studio di Arturo Messere, che pochi giorni fa aveva a sua volta rimesso il mandato che lo legava a Di Vita senior. Questo è l'ultimo scossone nel giallo di Pietracatella, una storiaccia che ruota intorno alla morte per avvelenamento di Antonella Di Ielsi, 50 anni, e Sara Di Vita, 15 anni, moglie e figlia di Gianni.
Nell'inchiesta un ruolo centrale lo sta ricoprendo Laura Di Vita, cugina del marito. La donna è stata sentita a lungo, per la seconda volta. Nella sua casa, attualmente, vivono lo stesso Gianni e sua figlia Alice, dopo il sequestro della loro abitazione. Sempre Gianni dovrebbe di nuovo essere ascoltato. La pista più battuta, ma non confermata dagli inquirenti, sembrerebbe essere quella sentimentale, ovvero quella di una donna - ancora da individuare - che, invaghitasi di Di Vita, potrebbe aver avvelenato la moglie. Ma come e quando? E perché anche la figlia?
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