Mamma e figlia morte avvelenate: l'avvocato Arturo Messere rinuncia ad assistere Gianni Di Vita, padre e marito delle due donne di Pietracatella, in provincia di Campobasso, morte dopo Natale 2025 in circostanze ancora misteriose. Questa mattina il legale ha comunicato la sua decisione al diretto interessato. Interpellato dall'Ansa, Messere si è limitato a dire: «Rinuncio all'incarico per motivi contingenti, altro non posso dire». Nelle prossime ore, stando a quanto si apprende, l'incarico di assistere Gianni Di Vita sarà conferito all'avvocato Vittorino Facciolla. Facciolla è consigliere regionale ed è stato in passato segretario regionale del Pd, lo stesso partito nel quale Di Vita è stato negli anni scorsi a lungo tesoriere. Anche oggi prosegue a Campobasso il lavoro della Squadra Mobile per fare luce: in mattinata sono ripresi in Questura gli interrogatori di persone informate dei fatti. Stando a quanto si apprende vengono sentiti altri parenti delle due vittime.
«Sono con la coscienza a posto». Dieci giorni dopo la clamorosa svolta nell'inchiesta sulle misteriose morti di Sara Di Vita, 15 anni, e sua mamma Antonella Di Ielsi, 50 anni, trapela la prima reazione delpadre e marito delle due vittime. L'uomo, commercialista ed ex sindaco del paese, in questi giorni è sempre rimasto in silenzio e ha sempre evitato le telecamere. Lo ha fatto anche nel giorno del lungo interrogatorio in questura a Campobasso, durato oltre 10 ore. A rivelare la reazione dell'uomo era stato proprio il suo avvocato Arturo Messere. Interpellato dall'Ansa il legale si era mostrato prudente rispetto alla nuova inchiesta («Aspettiamo che l'autorità giudiziaria ci faccia una comunicazione ufficiale»), ma poi ha riferito di un colloquio avuto nei giorni scorsi con il suo assistito: «Posso solo dire - sono le sue parole - che l'ultima volta che ho parlato con Di Vita lui era molto addolorato per la tragedia avvenuta, ma allo stesso tempo sereno e tranquillo. Mi ha solo detto di essere a posto con la sua coscienza».













