"Speriamo a breve di stringere il cerchio".
È la frase che uno degli investigatori molisani, da settimane concentrati sul giallo di Pietracatella, si lascia scappare a chi gli chiede se ci sia una pista precisa che stanno seguendo per capire cosa c'è dietro la morte di madre e figlia avvelenate dalla ricina subito dopo Natale.
L'impressione è che l'inchiesta sia a un punto delicatissimo: anche oggi un'intera giornata di interrogatori, l'ennesima, negli uffici della squadra Mobile. Sono stati sentiti ancora alcuni parenti stretti della famiglia Di Vita e poi amici di Alice, la 18enne sorella e figlia delle due donne. Nei prossimi giorni saranno risentiti in questura, sempre come persone informate dei fatti, la stessa Alice, suo padre Gianni e la cugina di quest'ultimo, Laura.
Sempre nei prossimi giorni dovrebbe avvenire il sopralluogo nella casa sotto sequestro a Pietracatella. Non è escluso che, dopo la relazione arrivata da Pavia, che ha confermato l'avvelenamento, e con gli atti ufficiali che saranno depositati a breve, potrebbero essere anche iscritti dei nomi nel registro degli indagati. Del resto quella che si è appena aperta è una settimana fitta di passaggi importanti.
Si comincia domani alle 9.30 quando, così come disposto dalla procuratrice Elvira Antonelli, a Campobasso la oolizia giudiziaria 'aprirà' lo smartphone di Alice. Agli investigatori telematici è stato chiesto di acquisire tutti i dati dell'IPhone che riguardano gli ultimi cinque mesi, da dicembre ad aprile: le chat tra Alice, i suoi genitori, sua sorella Sara e altri amici o parenti, mail, conversazioni attraverso i social, siti web visitati e rilevazione delle posizioni. Infine, verranno acquisiti gli appunti contenuti nelle 'note' del telefono dove la ragazza avrebbe segnato gli alimenti consumati in casa nelle ore precedenti la tragedia.






