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Le parole furiose del presidente contro il Papa arrivano a poche ore da un’intervista di tre cardinali progressisti che hanno messo nel mirino le politiche dell’amministrazione. E spunta il ruolo di Obama

Il clamoroso attacco del presidente Donald Trump a Leone XVI è maturato quasi una settimana dopo le parole più dure del Papa contro la guerra in Iran, quando a Castel Gandolfo si era spinto a lanciare un appello agli americani a scrivere ai membri del Congresso per chiedere di mettere fine alla guerra. Cosa è successo nel frattempo per scatenare l’ira del tycoon?

Nel post su Truth Social in cui ha dichiarato di non essere un grande fan di Leone XIV, Trump ha spiegato di non apprezzare “il fatto che incontri simpatizzanti di Obama come David Axelrod, un perdente della sinistra, che è uno di quelli che volevano che i fedeli e il clero fossero arrestati”. Al presidente americano non è andata giù l’udienza concessa giovedì scorso da Leone all’ex stratega elettorale del suo predecessore. “Dovrebbe darsi una regolata come Papa, usare il buon senso, smettere di assecondare la sinistra radicale”, ha sentenziato il tycoon utilizzando toni senza precedenti verso un Papa.