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14 APRILE 2026

Ultimo aggiornamento: 14:21

“Quando il potere politico si accanisce contro una voce morale, significa che è impotente: non riesce a contenerla“. Con queste parole, pronunciate a 24 Mattino, su Radio24, Padre Antonio Spadaro, teologo e sottosegretario del Dicastero vaticano per la cultura e l’educazione, commenta l’attacco sferrato dal presidente statunitense Donald Trump contro Papa Leone XIV. L’intervento del gesuita non è una semplice replica polemica, ma un’analisi profonda del significato che si nasconde dietro lo scontro tra il leader della Casa Bianca e il Pontefice.

Padre Spadaro spiega che il pontificato di Leone XIV non è improvvisato: fin dal primo giorno, affacciandosi dalla loggia delle benedizioni, il Papa ha invocato una “pace disarmata e disarmante”. Parole che all’inizio potevano sembrare chiuse nella retorica tradizionale, ma che oggi trovano concretezza in un contesto segnato da conflitti aperti. “Leone non ha mai attaccato Trump in persona, come non lo ha fatto con altri capi di Stato“, precisa Spadaro. Il messaggio del Pontefice non riguarda un singolo leader, ma una logica più ampia: il rifiuto dell’idolatria di sé e del denaro, l’esibizione della forza, il “delirio di onnipotenza” e quell’”incubo” che descrive il sentimento di angoscia di fronte al caos attuale.