«Non è affatto mio interesse discutere con Donald Trump», afferma Leone XIV sul volo che dal Camerun all'Angola. «Il Papa non sta al gioco del presidente americano- spiega l’arcivescovo Michele Pennisi, storico promotore del dialogo ecumenico-. Trump non è pazzo, persegue una spregiudicata strategia di attacco comunicativo costante per mascherare i fallimenti della propria escalation bellica e per restare sempre al centro della scena mediatica internazionale. Leone XIV non si presta al suo gioco, non si fa dettare l’agenda da nessuno e opera su un altro livello, differenziando i rapporti con una nazione da quella con i suoi governanti. La Santa Sede ha sempre operato così». Sull’aereo verso Luanda Robert Francis Prevost ha ribadito la sua indisponibilità a farsi trascinare nel polverone delle polemiche politiche: «Gran parte di ciò che è stato scritto da allora non è altro che un commento su commento, nel tentativo di interpretare quanto è stato detto». E «i discorsi pronunciati in questi giorni durante il viaggio apostolico erano preparati da tempo, ben prima che il presidente commentasse su di me e sul messaggio di pace che sto promuovendo».

Trump attacca Leone XIV: “È un debole. Non sarebbe Papa senza di me”. La replica: “Non mi fa paura”