Èla cuspide di un fenomeno che da contrapposizione politica, legittima se vogliamo, si fa aggressione verbale, decisamente meno legittima. Così, ieri, Donald Trump ha affondato il colpo su Papa Leone XIV con un post sul suo social Truth. «È debole in materia di criminalità e pessimo in politica estera», scrive l’inquilino della Casa Bianca in riferimento al Pontefice. E ancora: «Parla di “paura” dell’amministrazione Trump, ma non menziona la paura che la Chiesa Cattolica e tutte le altre organizzazioni cristiane hanno provato durante il Covid, quando arrestavano sacerdoti, ministri e chiunque altro per aver celebrato funzioni religiose». Poi la butta sul “grimaldello” familiare: «Preferisco di gran lunga suo fratello Louis a lui, perché Louis è un vero sostenitore del MAGA. Lui ha capito tutto, Leone no». A corredo di queste parole durissime, un’immagine elaborata dall’intelligenza artificiale in cui Trump compare in una veste che ricorda Gesù nell’atto di imporre le mani su un malato per guarirlo. Parole durissime per una sortita pesantissima.
Trump esagera e attacca: “Il Papa è un debole”. Leone replica: “Non ho paura di lui”
È la cuspide di un fenomeno che da contrapposizione politica, legittima se vogliamo, si fa aggressione verbale, decisamente meno legittima. Cos...












