Un clamoroso caso diplomatico: Donald Trump attacca frontalmente Papa Leone. Il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato ai giornalisti di "non essere un grande fan" di Papa Leone XIV, dopo l'appello di quest'ultimo in favore della pace.

"Non sono un grande fan di Papa Leone. È una persona molto liberale ed è un uomo che non crede nella lotta alla criminalità", ha detto Trump ai giornalisti alla Joint Base Andrews nel Maryland. Per poi accusare il Pontefice di "giocare con un paese che vuole un'arma nucleare". Ma l'attacco del presidente arriva anche sul suo social, Truth. "Non voglio un Papa che pensi che sia giusto che l'Iran possieda un'arma nucleare". "Papa Leone è debole sulla criminalità e pessimo per la politica estera".

"Leone dovrebbe essere grato perché, come tutti sanno, è stato una sorpresa scioccante. Non era in nessuna lista per essere Papa, ed è stato messo lì dalla Chiesa solo perché era americano, e pensavano che fosse il modo migliore per affrontare il presidente Donald J. Trump. Se non fossi alla Casa Bianca, Leone non sarebbe in Vaticano".

"Difendere Leone XIV è oggi un dovere non solo per i cattolici ma anche e soprattutto per i laici", scrive sui social l leader di Italia Viva Matteo Renzi. "Erano secoli che non si vedeva una così plateale aggressione verso il romano pontefice. Che è appunto 'costruttore di ponti' a differenza di Trump, distruttore di relazioni e di civiltà. L'unico vantaggio: i Trump passano, i papi restano. Ma non c'è nessuno dei tanti italiani che sventolavano il cappellino Maga che trovi il coraggio di affermare: 'l'attacco della Casa Bianca al Vaticano è semplicemente vergognoso'? Tajani è ancora a Cologno Monzese a rapporto in azienda o può dire qualcosa? Salvini potrà mai ritrovare la favella?". Una provocazione, questa, invecchiata male e precocemente.