Prima le foto vestito da Papa, poi quelle in cui si raffigurava come Gesù, quindi l'attacco diretto al Pontefice, senza precedenti per la virulenza, le parole usate, la caparbietà nel ribadire la sua ostilità.
Gli attacchi del presidente americano Donald Trump a Leone XIV sono, senza dubbio, una delle note salienti di questo anno di pontificato.
Un'immagine generata con intelligenza artificiale ritrae Donald Trump nei panni del Papa
Il tycoon aveva espresso giudizi negativi anche contro Francesco ma all'epoca era solo il candidato repubblicano e non ricopriva il delicato ruolo di guidare una delle maggiori potenze della terra. Con Leone la posta sembra essersi alzata, proprio a causa di questa insistenza di Prevost nella ricerca della pace. Costi quel che costi, anche mettersi contro il presidente della sua terra d'origine.
E pensare che solo un anno fa Trump gongolava per l'elezione del primo Papa nato negli Stati Uniti: "E' un onore realizzare che è il primo Papa americano, è emozionante, non vedo l'ora di incontrarlo", dichiarava l'8 maggio del 2025. Il 13 aprile scorso i toni sono totalmente cambiati: "E' pessimo in politica estera", "non voglio un Papa che ritenga accettabile che l’Iran possieda l'arma nucleare". Poi quella chiosa per attaccarlo anche sul piano personale: "Preferisco di gran lunga suo fratello Louis perché è totalmente Maga. Lui ha capito tutto". Leone, che è in viaggio verso l'Africa, non si scompone e con mitezza, ma anche con decisione. replica: "Non ho paura dell'amministrazione Trump", "continuerò ad alzare la voce contro la guerra". E con lo stesso tono pacato aggiunge: "Non ho intenzione di dibattere con lui".








