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Tra attacchi al Papa e preghiere nello Studio Ovale, l'inquilino di Pennsylvania Avenue costruisce un'immagine che va oltre la presidenza

Ogni volta che qualcuno cancella un post pubblicato sui social media, in particolare quando il suo contenuto ha generato in pochissimo tempo una fortissima polarizzazione degli utenti e, al contempo, è rilanciato e commentato anche dagli altri media, ci viene in automatico pensare che la rimozione equivale a un’ammissione di responsabilità. Un tentativo, per quanto maldestro, di rimediare e mettere una toppa alla cavolata, insomma, una raffazzonata exit strategy alla quale ricorrere per spegnere l’audience di un epic fail che può travolgerci. Un automatismo che vale quasi sempre e per tutti, fatta eccezione per Donald Trump.

Infatti, il presidente statunitense ha chiarito ai giornalisti che gli domandavano perché avesse rimosso l’immagine generata dall’intelligenza artificiale che sembrava ritrarlo come Gesù, postata subito dopo aver attaccato duramente il Papa, solo per la “confusione che stava generando nelle persone”: l’immagine doveva rappresentarlo solo come un medico che alleviava le sofferenze di un paziente e non altro: “C'era la Croce Rossa proprio lì, c'erano persone del settore medico intorno a me, e io facevo il dottore, per puro divertimento, per curare le persone”.