Ha usato 8525 parole la presidente del Consiglio Giorgia Meloni per la sua informativa alla Camera. Solo 13 sono dedicate ai giovani e sembrano quasi un elenco di quello che in tre anni il suo governo avrebbe dovuto realizzare invece di sommergerli di decreti sicurezza, decreti Caivano e penalizzazioni di vario tipo. Anche oggi la premier ha pronunciato la parola "criminalità" soltanto una volta e proprio parlando di loro, i giovani. Nell'informativa la presidente del Consiglio si ricorda dei giovani ben oltre la metà del discorso, dopo essersi dilungata sulla situazione internazionale, l'energia, l'inflazione, la crisi economica, il Sud e molto altro ancora. A un certo punto finalmente risuona la parola 'giovani' ed è per parlare di pensioni, per sottolineare che la "priorità per il futuro dovrà essere "un sistema pensionistico che garantisca anche le giovani generazioni e chi percepirà l’assegno solo in base al regime contributivo, perché è una bomba sociale che noi continuiamo a ignorare". E che al di là di questa frase continuerà a essere ignorato perché nell'informativa della presidente del Consiglio non c'è altro.
La seconda volta che ricorre la parola 'giovani' è per parlare delle scuole e dell'università che "torneranno centrali nell'azione di governo". La presidente del Consiglio ammette che "l’Italia non è un Paese per giovani. La nostra società nel tempo si è sempre più disinteressata del loro futuro, persino del diffuso fenomeno di quei giovani che si autoescludono dal circuito formativo e lavorativo, così come della crescente emergenza delle devianze, fatte di droga, alcolismo, criminalità".














