Da una lettura della recente intervista al sottosegretario alla giustizia Andrea Ostellari (Irene Famà, La Stampa, 12/05/2026), sembra che al centro dell’agenda governativa siano i giovani. Quali? Pensando a loro, il governo agisce concretamente con sport («investimenti sulle associazioni sportive») e scuola («prolunga l’apertura pomeridiana»).

La terza “S”, però, non è espressa: soldi o strada? Effettivamente, il sostegno alle associazioni sportive e il prolungamento dell’apertura dei plessi scolastici significano soldi e investimenti.

L’AMBIVALENZA DELLA STRADA

La strada resta uno dei pochissimi luoghi in cui ci si può ritrovare con un minimo investimento economico, ma gli spazi gratuiti, escluse biblioteche, parrocchie e centri ricreativi, si riducono di giorno in giorno, specialmente in periferia. Legati alla progettualità che prevede rinnovi e bandi di breve durata, molti spazi diventano sempre più intermittenti. Eppure il lavoro educativo e di cura richiedono invece una presenza costante e una porta sempre aperta.

Al contrario, chi per strada volesse entrare in contatto con realtà criminali potrebbe farlo sempre più facilmente. Nell’intervista per il ventennale di Gomorra, Roberto Saviano ha osservato acutamente che mafie e criminalità organizzata sono le più interessate ai giovani. E proprio ai giovani promettono sempre più soldi, sempre più facili.