Lo studio è quello di Paolo Del Debbio. Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, infatti, ha scelto Dritto e Rovescio, la trasmissione di Rete 4, per rilasciare i primi commenti sul decreto sicurezza licenziato ieri in Consiglio dei Ministri. «Ancora viva» esordisce la premier scherzando collegata da Roma. Le aggressioni dei poliziotti e la visita del presidente del Consiglio che li va a trovare, da qui parte la mezz’ora di intervista che si concentra principalmente sul tema sicurezza. Meloni ricorda e sottolinea che a Torino si è trattato di un’operazione «preordinata». «Avevano bombe carta, jammer» spiega. «Volevano impedire che ci fossero comunicazioni». Il che, tradotto, significa che «agiscono come nemici dello Stato».
Roberto Vannacci, lei è uscito dalla Lega o dalla coalizione di centrodestra?
«Roberto Vannacci è uscito dalla Lega perché ci sono delle divergenze più che altro su quello che si fa, non su quello che si dice. Come ho già detto non si può essere identitari e sovranisti i giorni pari e poi essere liberali e progressisti i giorni dispari, come nel caso del manifesto che era stato presentato da Zaia. Non si può fare una campagna politica dicendo basta armi all’Ucraina e poi firmare il decreto per la consegna delle armi a Kiev. Non si può fare una campagna politica sulla distruzione della Fornero e poi invece rimanere in una coalizione nella quale la Fornero viene non solo confermata ma addirittura consolidata. Non si può dire che è inopportuno che dei liberi cittadini vadano a Montecitorio per rappresentare un’iniziativa legislativa popolare sulla remigrazione e poi chiamare il 18 aprile una piazzata a Milano sullo stesso tema».










