ROMA - Nel chiuso del Consiglio dei ministri che licenzia il “pacchetto sicurezza” Giorgia Meloni chiede di tenere bassi i toni, «evitiamo dichiarazioni sensazionalistiche». Ma di fronte alle telecamere decide di mettere la faccia e la firma, la premier, sulla svolta securitaria del governo. Stop alle indagini automatiche per gli agenti che sparano per difendersi, stretta contro il porto di coltelli e i minorenni violenti, fermo preventivo dei manifestanti facinorosi. «Sulla sicurezza serve un approccio più duro» rivendica Meloni ospite di Paolo Del Debbio a Dritto e Rovescio. E a farle eco durante la conferenza stampa post Cdm ci pensa il Guardasigilli Carlo Nordio richiamando addirittura, tra le polemiche delle opposizioni, gli anni bui delle Brigate rosse e del terrorismo politico: «Cerchiamo, con un'attività di prevenzione, di evitare che quei tristi momenti si ripetano».
A Palazzo Chigi è il gran giorno delle nuove norme sulla sicurezza nelle piazze e nelle strade. Ed ecco che il Cdm del giudizio, con il via libera al decreto legge con le tutele agli agenti dopo una lunga trattativa con il Quirinale, finisce in sordina per il colpo di pistola d’inizio - lo “starter” - della campagna referendaria sulla riforma della giustizia. Meloni ospite degli studi Mediaset torna sul corteo di Askatasuna, la guerriglia urbana a Torino finita con le martellate agli agenti della polizia.











