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6 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 14:30

“Uno Stato che non gira la testa dall’altra parte, che difende chi ci difende e che restituisce sicurezza e libertà ai cittadini”: è la frase, sottoforma di claim pubblicitario, con cui la presidente del consiglio Giorgia Meloni ha rivendicato il nuovo pacchetto sicurezza, l’ennesimo del governo di destracentro, prodotto dopo due ore di consiglio dei ministri e soprattutto dopo un serrato confronto preventivo con il Quirinale. “Non misure spot“, assicura la premier, ma “un ulteriore tassello” della strategia dell’esecutivo, convinta che serva “un approccio più duro” sulla sicurezza. Che si rende necessario anche perché finora “un certo doppiopesismo della magistratura” ha reso “difficile” difendere i cittadini. Come al solito Meloni scarta l’ipotesi di una conferenza stampa a Palazzo Chigi (dove vanno i ministri) e preferisce un’intervista tv in campo più che amico, Dritto e Rovescio di Paolo Del Debbio su Rete 4.

Si dice “indignata” la premier, che preferisce l’intervista tv su Rete4 alla conferenza stampa a Palazzo Chigi dove manda i suoi ministri, per la scarcerazione di alcuni dei responsabili degli scontri di Torino. “Non ragazzini che vogliono fare un po’ casino” ma persone “organizzate” che “agiscono contro lo Stato”. Difende l’intero pacchetto, spiega, come ha chiesto di fare anche al resto del governo in Cdm, le nuove misure, assicurando che non c’è alcuno “scudo penale”. Semmai – prosegue – quello ce l’hanno avuto finora “i centri sociali” perché “scudo penale è quando qualsiasi cosa fai non ti succede niente”. Da ora in poi invece, “non c’è più obbligo di iscrizione nel registro degli indagati quando è palese che ti sei difeso”.