L'obiettivo lo ha dichiarato Giorgia Meloni dopo aver fatto visita agli agenti feriti a Torino: "Faremo quello che serve per ripristinare le regole in questa nazione".
E per questo la presidente del Consiglio ha deciso di aprire la settimana a Palazzo Chigi con un vertice di governo, "per parlare delle minacce all'ordine pubblico di questi giorni e per valutare le nuove norme del decreto sicurezza". Dalla riunione dovrebbe uscire il pacchetto di misure destinate a entrare in un decreto legge da portare in Consiglio dei ministri mercoledì pomeriggio.
Matteo Salvini è sicuro che sarà così e confida che sarà un intervento corposo, con la tutela che evita agli agenti l'iscrizione automatica nel registro degli indagati e il fermo preventivo per i manifestanti sospetti prima dei cortei, che "può arrivare anche a 48 ore".
Il vicepremier parla al termine di una domenica in cui esponenti di maggioranza e governo hanno dato alle violenze della manifestazione per Askatasuna le connotazioni dell'eversione, se non del terrorismo. Un fenomeno - secondo queste letture - da affrontare come ai tempi delle Brigate rosse. L'attualità sta portando l'esecutivo ad accelerare sul pacchetto sicurezza, che da settimane è allo studio, con interlocuzioni fra Palazzo Chigi e Quirinale su una serie di norme. In questa dinamica, ad esempio, nei giorni scorsi è emerso che la stretta sui coltelli, pensata per arginare gli episodi di violenza giovanile, anziché nel decreto dovrebbe entrare in un disegno di legge. L'architettura dei due provvedimenti potrebbe essere definita nella riunione di governo convocata domani alle 11.15, a cui dovrebbero partecipare i vicepremier Antonio Tajani (collegato da Palermo) e Salvini, il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, quello della Giustizia Carlo Nordio e i sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari.












