Roma, 3 feb. (askanews) – Si arena definitivamente a palazzo Madama l’appello lanciato dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a “una stretta collaborazione istituzionale” sui temi della sicurezza dopo gli scontri di Torino e in attesa che il Consiglio dei ministri, rinviato a giovedì, vari gli attesi provvedimenti sul tema. In conferenza dei capigruppo la maggioranza e il Governo trasformano in “comunicazioni” (quindi con voto) l’informativa del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi attesa per domani in aula, sulla falsariga di quella resa oggi alla Camera. Ma la decisione non era stata ancora deliberata dall’assise dei presidenti dei gruppi di palazzo Madama e la scelta delle comunicazioni consente alla maggioranza di sfidare le opposizioni sul tema della violenza di piazza. Tema sul quale le parole di oggi a Montecitorio del titolare del Viminale (“chi sfila a fianco di questi delinquenti finisce per offrire loro una prospettiva di impunità”) indica la strada di un nuovo scontro politico frontale con le minoranze parlamentari.
Il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, spiega ai cronisti le ragioni della presa di posizione del Governo: “I fatti di Torino sono troppo gravi, troppo seri per una semplice informativa: ci sono stati 108 poliziotti feriti”, dice, “quindi è necessario (…) che ci sia un documento votato dal Parlamento” che condanni i fatti e “dica che non c’è spazio per chi minimizzi neghi o in qualche modo giustifichi questo tipo di violenza”. Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, si dice “deluso” dalla conferenza dei capigruppo e rivendica il suo tentativo di mediazione, avviato peraltro già nei contatti precedenti alla riunione formale: “È stata mia premura – spiega – cercare di rendere il documento assolutamente condivisibile, cioè fondato esclusivamente su principi generali. Purtroppo non c’è stata la possibilità neanche su questo documento di trovare i presupposti per dire sì quantomeno alla comunicazione di tutto”.












