Lunedì è quindi iniziata una giornata "caotica" di emendamenti fra pakistani, americani, iraniani, egiziani e turchi per tentare di colmare le distanze. Alla sera, poi, dopo l'approvazione degli Usa riguardo la proposta aggiornata di cessate il fuoco, è stato il turno della Repubblica islamica. A quanto si apprende, l'ayatollah Khamenei sarebbe stato attivamente coinvolto nel processo sebbene in modo "segreto e laborioso" per via del timore di essere colpito da uno strike israeliano. Alla fine, il resoconto della staffetta diplomatica ha scongiurato l'escalation.