Ameno di due ore dallo scadere dell'ultimatum di Donald Trump, Stati Uniti e Iran raggiungono un accordo iniziale per un cessate il fuoco di due settimane, condizionato alla riapertura dello Stretto di Hormuz.

La tregua, che include anche Israele, ha "effetto immediato" e vale anche per il Libano e "altrove".

L'arco temporale concordato offrirà alla diplomazia una chance per trovare un accordo di pace: le trattative inizieranno a Islamabad venerdì prossimo e la Casa Bianca si prepara a inviare il vicepresidente JD Vance e gli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner. Trump, dopo una giornata che ha tenuto il mondo con il fiato sospeso con dichiarazioni pesantissime come quella in cui minacciava la "morte di una civiltà", ha affidato la svolta a un messaggio sul suo social Truth. "Accetto di sospendere i bombardamenti e gli attacchi contro l'Iran per un periodo di due settimane.

Si tratterà di un cessate il fuoco bilaterale", ha scritto precisando che lo stop ai bombardamenti è "a condizione che la Repubblica Islamica dell'Iran acconsenta all'apertura completa, immediata e sicura dello Stretto di Hormuz". Il presidente ha definito la proposta di 10 punti dell'Iran "una base concreta su cui intavolare le negoziazioni" per un accordo di pace "a lungo termine con Teheran, nonché la pace in Medio Oriente". L'Iran ha confermato l'accettazione dell'ultima proposta avanzata dal Pakistan, che ha svolto un ruolo chiave di mediazione, per un cessate il fuoco poco dopo l'annuncio di Trump.