Prima le minacce: “Stanotte un'intera civiltà morirà”. Poi Donald Trump ha accettato una tregua di due settimane, proposta dal Pakistan. Dalla Casa Bianca una sola condizione: “Teheran deve riaprire lo Stretto di Hormuz”, ha specificato il presidente Usa nel suo post su Truth. Positiva la risposta dell’Iran. E così intorno alle 2 del mattino, ora italiana, c'è stata la svolta tanto attesa. Qui di seguito la cronaca della giornata.
Trump: “Penso che Cina abbia convinto Teheran a negoziare”
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato all'Afp di ritenere che la Cina abbia contribuito a portare l'Iran al tavolo dei negoziati per concordare l'accordo di cessate il fuoco della durata di due settimane. "Mi sembra di sì", ha affermato Trump, durante un'intervista telefonica, rispondendo alla domanda se Pechino fosse stata coinvolta nel convincere Teheran a negoziare una tregua. Trump dovrebbe recarsi a Pechino il prossimo maggio per incontrare il presidente cinese Xi Jinping.
Netanyahu: “Israele sostiene il cessate fuoco temporaneo con l'Iran. Libano escluso”
"Israele sostiene la decisione del presidente Trump di sospendere gli attacchi contro l'Iran per due settimane, a condizione che l'Iran apra immediatamente lo Stretto e cessi tutti gli attacchi contro gli Stati Uniti, Israele e i Paesi della regione. Israele sostiene inoltre l'impegno americano per garantire che l'Iran non rappresenti più una minaccia nucleare, missilistica e terroristica per gli Stati Uniti, Israele, i Paesi arabi confinanti con l'Iran e il mondo intero. Gli Stati Uniti hanno informato Israele del loro impegno a raggiungere questi obiettivi, condivisi da Stati Uniti, Israele e dagli alleati regionali di Israele, nei prossimi negoziati. Il cessate il fuoco di due settimane non include il Libano". Lo comunica l'ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu nella prima nota ufficiale sul cessate il fuoco Usa-Iran.












