L'eliminazione dal terzo Mondiale di fila, dopo che in Bosnia la nostra Nazionale ha giocato un vergognoso calcio da Pleistocene ed è stata meritatamente eliminata ai rigori, ha tante spiegazioni, con un vertice e una base, entrambi malati. Il vertice è rappresentato dalla serie A, vetrina e al tempo stesso sentina di tutti i mali, perché oltre a rappresentare un baratro etico a tutti i livelli, ha l'assurdità di 20 squadre, insopportabilmente troppe: ce ne vorrebbero 18, meglio ancora se 16. La base è rappresentata invece dalle scuole calcio, dove ormai una famiglia deve spendere tra i 1000 e i 1500 euro all'anno per iscrivere il proprio pargolo, una follia che allontana la maggior parte delle persone dal pallone.

E' tutto sbagliato, è tutto da rifare, avrebbe detto Gino Bartali. Meriterebbe processi anche chi ci racconta con ridicoli superlativi il morente calcio italiano, visto che già ieri i giannizzeri mediatici sono stati sguinzagliati nelle tv per dirci che Gravina non può essere commissariato e anzi guai a pensarlo, cattivi; mentre nella notte della disfatta ci è toccato sentire, in conferenza stampa, domande deliranti sui “valori da conservare” o addirittura sul perché l'Italia sia perseguitata dagli arbitri (sic!). Roba da matti, o da gente che vuole stare fuori dal mondo.